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ISRAELIANI E PALESTINESI: PRIMO ROUND NEGOZIATI DI PACE PROSSIMA SETTIMANA

 

I negoziati tra israeliani e palestinesi riprenderanno la prossima settimana a Washington, probabilmente martedi' prossimo. Lo ha detto il ministro dell'Energia e delle Risorse Idriche israeliano, Silvan Shalom. Il segretario di Stato americano, John Kerry, la scorsa settimana ha annunciato la ripresa dei negoziati.
"Noi speriamo che i colloqui inizino la prossima settimana, probabilmente martedi'", ha detto Shalom parlando a Gerico durante una conferenza stampa con il ministro degli Esteri giapponese, Fumio Kishida, il ministro della Pianificazione palestinese, Muhammad Abu Ramadan, e il ministro dell'Interno giordano, Hussein Majali. I quattro ministri si sono incontrati per discutere un piano per la costruzione di un polo agro industriale nella citta' palestinese.
Shalom non ha voluto rispondere alle domande riguardo alla notizia che i palestinesi avrebbero ritardato la ripresa dei negoziati, ed ha espresso la speranza che non ci siano "intoppo dell'ultimo minuto" che impediscano i colloqui della prossima settimana. "Da parte nostra l'obiettivo e' di raggiungere una pace che salvaguardi la sicurezza dello stato di Israele e la sicurezza dei cittadini israeliani - ha detto ancora - ogni progresso nei negoziati deve essere basato sulla pace e la sicurezza".

Israele: eletti i nuovi rabbini capo

 

Al termine di una campagna elettorale contrastata e accesa, 150 personalità religiose e politiche dell'ebraismo israeliano hanno ieri sera eletto i due nuovi rabbini capo sefardita e askenazita.
Si tratta di Yitzhak Yosef, 61 anni, e di David Lau, 47 anni, entrambi figli di ex rabbini capo e guideranno il rabbinato israeliano per i prossimi dieci anni.
(Nella foto a destra Yosef e a sinistra Lau)

Notte della Cabbalà: tantissimi ad ascoltare Saviano e Raiz

Notte della Cabbalà: tantissimi ad ascoltare Saviano e Raiz - SHALOM7

In centinaia sono accorsi ieri (e molte altre centinaia di persone sono rimaste fuori per l’impossibilità di accoglierle tutte) nel Palazzo della Cultura nel quartiere ebraico di Roma, per ascoltare le suggestioni culturali e musicali dello spettacolo – in prima assoluta – “Il ghetto sul Tevere”, monologhi e musiche dalla storia degli ebrei romani.
Sul palco si sono alternati i racconti dello scrittore Roberto Saviano e le interpretazioni canore di Raiz e dei Radicanto, in uno spettacolo realizzato appositamente per il Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica che si è aperto ieri.
“Le incredibili storie di sopravvivenza e di resistenza degli ebrei romani – ha spiegato Saviano – sono un esempio ed una indicazione in un periodo della storia del nostro Paese dove sperare sembra difficilissimo”.
Lo scrittore ha così ripercorso in una ora di racconti la storia ultra bimillenaria della presenza ebraica a Roma: prima con l’immagine del trionfo di Tito che porta nella città la Menorà (il candelabro) d’oro del Tempio di Gerusalemme; poi le difficili e contraddittorie relazioni tra gli imperatori romani e gli ebrei. Agli imperatori succedono quindi i Papi e la condizione degli ebrei romani rimane fino alla metà dell’800 (testimoniato anche in uno scritto di Massimo D’Azeglio) in uno stato di segregazione, degrado e di impoverimento economico e culturale che non ha eguali in Europa: si crea il ghetto; vengono più volte bruciati libri e il Talmud in roghi pubblici; si applicano tasse e balzelli assurdi (la costruzione del ghetto e le guardie sono ad esempio a carico degli stessi ebrei); durante il Carnevale gli ebrei sono dileggiati e sbeffeggiati; sono sottoposti a prediche, battesimi e conversioni forzate; a loro viene concesso in sostanza solo di sopravvivere attraverso la vendita di stracci. Una storia di sopravvivenza che nel ‘900 vede la sua pagina più terribile con la razzia e la deportazione nazista e con l’attentato alla sinagoga nel 1982 e la morte del piccolo Stefano Gaj Tacé.
“Se nonostante questo lungo elenco di divieti, tasse, proibizioni, sofferenze, gli ebrei romani ce l’hanno fatta – spiega alla fine Saviano – non c’è disperazione o crisi che può fermare chi ha talento e volontà”.
Una crisi che non potrà mai distruggere il nostro mondo che, ricorda lo scrittore citando un racconto ebraico, sopravvive grazie all’esistenza ogni giorno di 36 Giusti che ignorano essi stessi la loro fondamentale e straordinaria funzione.

(Nella foto, Saviano con una copia del giornale Shalom, sponsor media della manifestazione)

Maccabiadi. La XIX edizione dei giochi Olimpici per atleti ebrei

Maccabiadi. La XIX edizione dei giochi Olimpici per atleti ebrei - SHALOM7

Ha avuto avvio ieri – con la cerimonia inaugurale al Teddy Stadium di Gerusalemme - la XIX edizione delle Maccabiadi, i giochi Olimpici per gli atleti di religione ebraica. Partecipano circa 10.000 atleti di tutto il mondo, e l’ultimo tedoforo d'eccezione è stata la ginnasta statunitense Alexandra Raisman, la plurimedagliata di Londra 2012.
La delegazione italiana è composto da 55 tra atleti e dirigenti di sette differenti discipline. Il portabandiera azzurro è il calciatore romano Simone Coen. L’iniziativa ha il sostegno di Coni, Federcalcio e Federnuoto. «Per la prima volta nella storia delle Maccabiadi – ha fatto notare Vittorio Pavoncello, presidente del Maccabi Italia – grazie al patrocinio del Coni, abbiamo l’onore di sfilare con le divise ufficiali delle rappresentative italiane».

Polonia: divieto della macellazione kasher. La ‘delusione’ di Israele

Polonia: divieto della macellazione kasher. La ‘delusione’ di Israele - SHALOM7

Il ministero israeliano degli esteri ha oggi espresso ''delusione'' per una recente decisione del parlamento di Varsavia che impedira' agli ebrei la macellazione della carne secondo il rito ortodosso 'Kasher', e cio' per impedire sofferenze superflue agli animali.
'Si tratta di una decisione assolutamente inaccettabile'' ha affermato il portavoce del ministero, Igal Palmor. ''La storia della Polonia e' innestata in quella del popolo ebraico e questa decisione arreca un grave danno al processo di ricostruzione della vita ebraica in quel Paese''.
''Siamo stupefatti - ha aggiunto Palmor - che proprio in Polonia, fra tutti i Paesi europei, si sia creata una situazione per cui viene vietata la macellazione 'Kasher'. E' uno sviluppo - ha notato che non si concilia col carattere di apertura e di modernita' di cui si vanta la Polonia democratica''. Israele, ha concluso il portavoce, fa dunque appello al parlamento di Varsavia affinche' riesamini quella decisione.